Farmacologica

17 nov

Secondo gli esperti il paracetamolo è il farmaco antidolorifico di prima scelta nell’OA. Ben tollerato, possiede un buon rapporto rischio/beneficio rispetto ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); se efficace puó essere impiegato anche per lunghi periodi a dosaggi fino ad un massimo di 3 gr al giorno.
I FANS tradizionali o classici possono essere usati in alternativa o in associazione al paracetamolo, qualora questo, da solo, risultasse inefficace nel controllare il dolore. L’uso dei FANS deve sempre avvenire sotto stretto controllo medico, dato che questi sono i farmaci di uso comune maggiormente gravati da effetti collaterali sui sistemi gastrointestinale, cardiovascolare e renale.
Nei pazienti a rischio gastro-intestinale è più prudente far ricorso prima ai farmaci che agiscono selettivamente sulla ciclossigenasi (COX)-2, detti anche Coxib. Vari studi clinici hanno dimostrato come i Coxib risultino efficaci sul dolore artrosico come i FANS tradizionali, ma con un’incidenza inferiore di effetti indesiderati gastrointestinali. Se il dolore non fosse ben controllato dai Coxib, l’uso di FANS tradizionali deve essere accompagnato dall’assunzione di gastroprotettore, inibitore di pompa protonica.
Da qualche anno, anche in Italia, si puó fare ricorso agli analgesici oppioidi o morfinici per controllare il dolore dell’ artrosi. Gli esperti, come indicato dalle raccomandazioni, ne suggeriscono l’impiego quando i FANS (compresi i Coxib) siano controindicati, inefficaci o non tollerati. I principali sono codeina e tramadolo, in commercio da soli o in combinazione con il paracetamolo. Come tutti i farmaci, è il medico che li prescrive.
I farmaci condroprotettori o SYSADOA (dall’inglese SYmptomatic Slow Acting Drugs for OsteoArthritis o farmaci sintomatici per l’ artrosi ad azione lenta), sono utili nel rallentare o arrestare la progressione della malattia. Ne fanno parte la glucosamina, il condroitin-solfato, la diacereina, gli estratti di soia e avocado.
Una nota a parte merita la terapia intrarticolare che se in passato, si avvaleva quasi esclusivamente di steroidi a rilascio ritardato, impiegati negli episodi acuti di versamento e dolore articolare.
Oggi la terapia infiltrativa ha assunto un ruolo differente con il crescente impiego dell’acido ialuronico, somministrato per via intrarticolare, soprattutto per la gonartrosi, in quanto viene attuata anche nelle forme precoci e in maniera continuativa a scopo non solo sintomatico, ma anche strutturale come condroprotettore.

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10 Responses to “Farmacologica”

  1. Antonio 28 marzo 2012 at 14:09 #

    La terapia dell’ artrosi è uguale per tutti?

    • adminartrosioggi 28 marzo 2012 at 14:09 #

      La terapia per l’artrosi non è uguale per tutti. Numerosi sono i fattori da tenere in considerazione come l’etá del paziente, la terapia farmacologica ed eventuali patologie associate, lo stadio di malattia, il distretto articolare colpito. Il programma terapeutico più adatto al singolo paziente deve essere impostato, dopo visita medica accurata, dal Reumatologo, deputato alla diagnosi e alla cura della malattia. in collaborazione con lo specialista Fisiatra. Qualora ci fossero indicazioni chirurgiche il paziente deve essere valutato dallo specialista Ortopedico.

      Dott.ssa Paola Frallonardo
      Unitá Operativa Complessa di Reumatologia
      Azienda Ospedaliera Università di Padova
      Direttore: Prof. Leonardo Punzi

      • Lorenzo 17 maggio 2012 at 19:16 #

        Si possono associare le due terapie, quella del condroprotettore e quella infiltrativa co acidi ialuronico? Se si con quali schemi posologici? Inoltre, dopo quanto eventualmente si possono sospendere, i FANS? Grazie

        • adminartrosioggi 23 maggio 2012 at 06:59 #

          Caro Lorenzo credo lei faccia riferimento ai condroprotettori da assumere per bocca, chiamati anche farmaci sintomatici per l’OA ad azione lenta, (dall’inglese SYmptomatic Slow Acting Drugs for OsteoArthritis o SYSADOA). Sono nel tempo utili per rallentare o arrestare la progressione della malattia. Ne fanno parte la glucosamina, il condroitin-solfato, la diacereina, gli estratti di soia e avocado; anche l’acido ialuronico somministrato per via intrarticolare viene considerato in questo gruppo. La glucosamina potrebbe avere un ruolo in più, potenzialmente in grado di modificare l’evoluzione dell’artrosi (Disease Modyfing Drugs for Osteothritis o DMOADS). Proprio per la loro azione lenta, i condroprotettori per bocca vanno assunti per lunghi periodi a cicli di almeno tre mesi, con sospensione per un mese e poi ripetibili. Si puó associare la terapia infiltrativa con acido ialuronico utilizzando, a giudizio del medico specialista, il peso molecolare più adatto a seconda dell’articolazione da trattare. Per quanto riguarda i FANS vanno assunti per il periodo più breve possibile e al dosaggio minimo efficace, sempre sotto stretto controllo medico, essendo farmaci gravati da effetti collaterali a volte severi a carico del sistema gastro-enterico, renale, cardiovascolare.

          Cordiali saluti

          Dott.ssa Paola Frallonardo
          Unitá Operativa Complessa di Reumatologia
          Azienda Ospedaliera Università di Padova
          Direttore: Prof. Leonardo Punzi

  2. Pino 14 maggio 2012 at 16:19 #

    Mi hanno consigliato un acido ialuronico in monosomministrazione, io ho sempre fatto terapie con 5 fiale del prodotto hyalgan, ora l’ortopedico mi ha detto che la monodose è migliore perchè rimane un tempo maggiore nel ginocchio e l’effetto dura di piú. Il suo parere qual’è? salve e grazie

    • adminartrosioggi 22 maggio 2012 at 12:47 #

      Caro Pino, dagli elementi che mi fornisce, credo che il suo Ortopedico faccia riferimento all’esadecilammide di sodio ialuronato 24 mg/3 ml o HYADD® 4 (nome commerciale HYMOVIS®). Si tratta di un idrogel sterile, che mantiene tutte le caratteristiche del noto ialuronato di sodio (Hyalgan 20 mg) nel migliorare la funzione del liquido sinoviale, (lubrificare e ammortizzare gli urti, proteggere la cartilagine dagli insulti meccanici), ma, grazie all’elevata viscosità ed alla innovativa elasticità della molecola, associa la prolungata permanenza nell’articolazione, permettendo sollievo del dolore e miglioramento della funzione articolare. Il trattamento completo è di due infiltrazioni da somministrare, secondo la scheda tecnica, a distanza di una settimana una dall’altra. Il mio parere è senza dubbio favorevole per il vantaggio di ridurre il numero delle infiltrazioni con la somministrazione di un acido ialuronico a più lunga durata d’azione.

      Dott.ssa Paola Frallonardo
      Unitá Operativa Complessa di Reumatologia
      Azienda Ospedaliera Università di Padova
      Direttore: Prof. Leonardo Punzi

  3. comi lidia 17 settembre 2012 at 12:23 #

    SONO COMI LIDIA -comi lidia@hotmail.it
    CHIEDO SCUSA PER I PRECEDENTI ERRORI DI ORTOGRAFIA
    Ill.Doot.
    io soffro di spondodiscoartrosi , ostiopenia ed ed ernie dalla cervicale (un ernia pressa sul midollo osseo) a tutta la schiena con picchi di artrosi (mi scusi se uso un lingiaggio popolare, ma a tutt’oggi la mia documentazione in materia e la tak sono depositate presso una struttura specialistica ,attendendo da mesi di essere chiamata). L’ortopedico mi ha prescritto la ginnastica posturale e le tens . Io ho sentito parlare di in filtrazioni di acido iarulonico, condroprotettori e cure per rallentare l’artosi COSA DEVO FARE???, ho compiuto oggi 69 anni , da sempre vado in palestra , al mare tutta l’estate, cammino ( non molto), peso 64 kG. MI AIUTI, LA PREGO ANCORA GRAZIE.

    • adminartrosioggi 21 settembre 2012 at 12:04 #

      Gentile Lidia,
      le problematiche di cui mi parla sono due: le ernie cervicali, possono dare una sintomatologia dolorosa a carico di collo, spalle, braccia (cervicobrachialgia) e l’artrosi. Per quanto riguarda il primo problema lo Specialista consigliato è il Neurochirurgo e quindi non entro nel merito. Per l’artrosi i condroprotettori, glucosamina e condroitinsolfato, possono rallentare la progressione del danno del tessuto cartilagineo migliorando il trofismo della cartilagine; le terapie fisiche consigliate vanno molto bene; può associare anche la ginnastica dolce e comunque attività fisica moderata, piscina termale o fango balneoterapia.; mantenimento del peso corporeo. Per la spondilodiscartrosi non trovano, invece, indicazione le infiltrazioni di acido ialuronico, che vengono utilizzate con buon beneficio nell’artrosi del ginocchio, anca ecc.
      Cordiali saluti

      Dott.ssa Paola Frallonardo
      Unitá Operativa Complessa di Reumatologia
      Azienda Ospedaliera Università di Padova
      Direttore: Prof. Leonardo Punzi

  4. Daniele 28 aprile 2014 at 15:54 #

    salve! Mio padre soffre di artrosi ad entrambe le anche ed ad entrambe le spalle ed il tutto è peggiorato a causa del suo lavoro che lo costringe e sollevare carichi pesanti. Tutto ciò gli provoca costantemente dolore tanto da lasciare il lavoro nei giorni più critici. Lui ha escluso del tutto l’alternativa chirurgica in quanto ha 55 anni e non vuole operarsi. Volevo chiederle quale potrebbe essere per lui la terapia farmacologica più efficace per le sue articolazioni e cartilagini.
    Sarei veramente felice sia per me che per mio padre se si interessasse al suo caso.

    La ringrazio calorosamente in anticipo.

    Gentili Saluti!

    • adminartrosioggi 6 maggio 2014 at 07:07 #

      Le cure possono essere tante: farmacologiche , fisiche e biologiche.
      le farmacologiche si basano sul trattamento con clodronato, glucosamina e condroitina
      le fisiche con ginnastica massaggi, tretching e terapia fisica (tecar,campi magnetici ecc.)
      le biologiche con i nuovi acidi ialuronici, prp e concentrati midollari.

      Prof. Ferdinando Priano
      Specialista in Ortopedia e traumatologia
      professore università di Genova

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