OA della mano

23 feb

4-Artrosi della mano
Gli aspetti più caratteristici dell’OA della mano sono riconducibili alla presenza di tumefazione dura sulla superficie dorsale delle articolazioni interfalangee distali (IFD), chiamati “noduli di Heberden”. Sono molto frequenti nella popolazione, con particolare preferenza per il sesso femminile e l’età avanzata. All’esordio possono interessare soprattutto le articolazioni IFD del II e III dito e spesso si manifestano con dolore e dolorabilità di grado discreto con arrossamento della cute soprastante l’articolazione.
In un lasso di tempo variabile tra sei mesi e un anno i sintomi in genere regrediscono, mentre permane la deformità. Meno frequentemente sono colpite le articolazioni interfalangee prossimali (IFP), con i classici “noduli di Bouchard”.
Dopo la fase acuta di esordio, i noduli di Heberden e di Bouchard possono diventare completamente non dolenti. La deformità resta e le nodularitá possono essere accompagnate da lussazioni o sublussazioni che, nel caso delle IFP, possono indurre un’alterazione funzionale dell’articolazione. Generalmente le metacarpofalangee (MCF) non sono colpite dall’OA. Quando presente, l’OA delle MCF è di solito associata ad attività occupazionali particolarmente traumatiche, sia lavorative (es.operatori che usano strumenti vibranti) che sportive (es pugili).
L’OA dell’articolazione trapezio-metacarpale (TMC), detta anche “rizoartrosi”, si manifesta inizialmente con dolore alla base del pollice evocato dai movimenti di prensione della mano, che risultano difficoltosi, con menomazione della funzione globale della mano. Successivamente appare una lieve tumefazione alla base del pollice con deviazione progressiva della base del metacarpo, fino a configurare aspetti peculiari “a mano quadrata” e di “ pollice a Z”. In alcuni casi le crisi di dolore possono recidivare negli anni, con tutti i segni locali tipici dell’infiammazione, compresa una notevole dolorabilità.
L’OA erosiva (OAE) costituisce una variante dell’OA generalizzata. Questa colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile ed è caratterizzata da un esordio acuto, con tumefazione, rossore, dolore e dolorabilità che colpiscono dapprima le IF e successivamente, in alcuni casi, le TMC. Rispetto alla forma nodale l’OAE è rapidamente progressiva, con deformità e, soprattutto, precoce anchilosi delle IFP ed IFD. Anche l’alterazione della funzione della mano è nettamente più marcata nell’OAE rispetto alla forma non erosiva. Parestesie e disestesie ai polpastrelli possono essere sintomi di accompagnamento; la rigidità mattutina è più prolungata rispetto a quella abitualmente riscontrata nell’OA, ma non supera i 60 minuti.

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6 Responses to “OA della mano”

  1. Francesca 28 aprile 2012 at 15:55 #

    Salve,
    da circa 8 anni soffro di artrosi cervicale e da da circa 2 mesi ho dei dolori alle mani,
    poi ho come la sensazione di non avere forza e di non riuscire a prendere gli oggetti.
    Potrebbe essere artrosi?

    • adminartrosioggi 22 maggio 2012 at 13:03 #

      Cara Francesca, l’artrosi primaria delle mani colpisce le articolazioni interfalangee distali (noduli di Heberden) e le articolazioni interfalangee prossimali (noduli di Bouchard); “rizartrosi” viene detta l’artrosi dell’articolazione trapezio-metacarpale (alla base del pollice). Una forma particolare è data dall’artrosi erosiva delle mani che costituisce una variante a sé. La tumefazione dura e il dolore delle piccole articolazioni sono gli aspetti più caratteristici dell’artrosi delle mani sintomatica. Tuttavia vanno considerati altri elementi per una diagnosi corretta: l’etá, l’attivitá lavorativa, i fattori di rischio concomitanti, i sintomi associati (formicolio, alterazione della sensibilità o del colore della cute); fondamentale risulta, pertanto, l’esame clinico e radiologico per una corretta diagnosi.
      Il mio consiglio è di rivolgersi al Medico di Medicina Generale che fará una prima valutazione e se riterrá opportuno la indirizzerá dal Reumatologo per confermare il sospetto di artrosi della mano e per escludere forme infiammatorie o autoimmuni alla base dei suoi disturbi.

      Cordiali saluti

      Dott.ssa Paola Frallonardo
      Unitá Operativa Complessa di Reumatologia
      Azienda Ospedaliera Università di Padova
      Direttore: Prof. Leonardo Punzi

  2. Valeria Levi 27 febbraio 2015 at 18:42 #

    Buonasera,
    mi è stata diagnosticata una artrosi erosiva alle mani – purtroppo sono evidenti le conseguenze sulle parti terminali delle dita.
    Le deformazioni hanno avuto inizio 4 anni fa, prima timidamente nel medio e nell’anulare destro, quindi sono arrivate a colpire tutte le dita, con evidenti deformazioni.
    La cosa triste è che… al momento io ho “solo” 50 anni compiuti; fisico asciutto e sportivo, peso forma di 51 chili per 1,63 di altezza, ottimo quadro clinico, nessun’altra patologia da rilevare; tra l’altro sono astemia, da sempre non faccio alcun uso di farmaci tranne sporadicamente degli antibiotici -quando proprio non se ne può fare a meno – , nè di antidolorifici.
    Un corpo in perfetta forma e le mani di un mostro.
    Vorrei chiedere una vostra opinione in fatto di cure. Temo che il reumatologo voglia coprirmi di farmaci dalla blanda utilità.
    Vi ringrazio!
    Valeria

    • adminartrosioggi 3 marzo 2015 at 08:43 #

      essendo lei molto giovane le consiglio un trattamento chirurgico correttivo o sostitutivo con miniprotesi articolare. Si rivolga ad un buon chirurgo della mano

      Ferdinando Priano
      Specialista in Ortopedia e traumatologia
      professore università di Genova

  3. ester 29 marzo 2015 at 16:04 #

    Buonasera mi è stata diagnosticata un osteoartrosi erosiva della mano dx con interessamento indice e medio ,compromettendo per via del dolore e della deformità quasi tutto quello che faccio nella quotidianità , soprattutto nel lavoro che svolgo ( infermiera),premetto che ho solo 40 anni come devo comportarmi? Mi sento un invalida , ma nel lavoro

    • adminartrosioggi 3 aprile 2015 at 09:11 #

      l’unica soluzione logica di questi disturbi è la chirurgia. Si rivolga ad un buon chirurgo della mano

      Ferdinando Priano
      Specialista in Ortopedia e traumatologia
      professore università di Genova

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